by Michele Trevisanello

Il Rispetto

Sono giorni che rifletto riguardo il rispetto. E per farlo mi guardo indietro, a eventi passati dove alcune persone accusano altre di “mancare di rispetto”, trovando nel rispetto il fondamento di qualsiasi rapporto (anche se in senso lato “il rispetto” non riguarda solo le persone ma anche le cose, con la differenza che quest’ultime non hanno una voce e non si lamentano per il tuo egoismo, la tua corsa sfrenata verso un obiettivo che in fondo potrebbe essere sbagliato).

Letteralmente (o per meglio dire etimologicamente) rispettare significa proprio “guardare indietro”. E solo conoscendo l’etimologia della parola sono riuscito a mettere a fuoco questa continua riflessione su eventi passati, eventi che a dirla tutta credevo di essermi lasciato alle spalle, che facevano parte del mio passato, perché di solito sono i giovani che devono “portare rispetto”.

E invece non è così evidentemente. Portare rispetto significa guardarsi indietro, significa quindi prima guardarsi attorno e capire che ci sono persone e cose che non camminano alla nostra stessa velocità ma restano indietro, proprio come accade con gli anziani rispetto ai giovani: chi ha appena iniziato e non è al tuo livello, chi non riesce a stare al passo perché ha dei limiti, chiunque utilizzerà quella cosa, chiunque vivrà in quel luogo dopo di te perché non ci è ancora arrivato.

E così anche noi siamo o saremo indietro rispetto* ad altri e da loro pretendiamo rispetto, pretendiamo che si fermino e ci aspettino e magari ci aiutino a stare al passo, per camminare o correre assieme. Come noi, ognuno deve ricevere e portare rispetto da chiunque perché o nel tempo, o nello spazio, o nella conoscenza, ognuno di noi ha qualcuno davanti e qualcuno dietro.

Essere un gruppo, una comunità, una famiglia, significa andare avanti assieme e questo si può fare solo se c’è rispetto da parte di tutti verso tutti.

*Non è un caso che la parola rispetto sia anche utilizzata per definire una relazione, un confronto, un termine di paragone. L’unico modo in cui possiamo relazionarci alle persone, confrontarci con loro, essere consapevoli del nostro valore (cioè della nostra posizione) è attraverso il rispetto, e ogni giorno dobbiamo ringraziare chi è dietro di noi come chi è davanti a noi perchè solo grazie a loro possiamo definire noi stessi.

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